Progetto Educativo di Istituto
Il Progetto Educativo di Istituto segnala l’orientamento culturale e l’indirizzo pedagogico-didattico della nostra Scuola.
In particolare la Scuola Media "Paolo VI", ispirandosi all’ideale dell’umanesimo cristiano e all’opera educativa di Lodovico Pavoni, si propone di contribuire alla formazione integrale della persona, in sintonia con i principi di libertà, di uguaglianza e di solidarietà propri della Costituzione Italiana; in particolare si avvertono come fondamentali, per lo spirito con cui la nostra Scuola svolge la propria attività, i seguenti articoli:
art. 2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità (…)
art. 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla Legge (…). È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana (…)
art. 9: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura (…)
art. 30: È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli (…)
art. 33: L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento (…)
art. 34: La Scuola è aperta a tutti.
2. Il contesto socioculturale tra frammentazione e colonizzazione.
Alle soglie del duemila la mappa culturale della nostra società postindustriale si caratterizza per uno spiccato pluralismo che investe i campi della filosofia, dell’etica, della pedagogia, della politica, dell’estetica e della economia. Precisi quadri valoriali metafisici, che fungevano nel passato da punti di riferimento normativo e comportamentale, hanno lasciato il posto ad una cultura radicale dell’estemporaneo, del soggettivo, dell’hic et nunc. Al pensiero forte è subentrato il pensiero debole, all’etica eteronoma si è sostituita l’etica debole.
Il bene ed il male si confondono, la verità ha lasciato il posto all’opinione, il bello è ridotto al piacere. L’istituto della famiglia, un tempo robusto baluardo di stabilità e di comunione, ha subito forti scossoni centrifughi, frammentando spesso al suo interno l’unità relazionale e, all’esterno, il benessere della società. Gli stessi segnali positivi che cifrano la nostra civiltà, quali il bisogno di pace, la difesa dell’ambiente, la ricerca per debellare le malattie, i movimenti solidaristici… vengono poi controbilanciati da forme di xenofobia e intolleranza, da riflussi nel privato, da arroccamenti corporativistici … suscitando il dubbio che il bene sia legato solo ad istanze umanistiche passeggere o ad interessi particolari.
Sul versante opposto i mass-media, agendo da tritacarne culturale, stanno operando sul villaggio globale nella linea di una colonizzazione uniformatrice che impone modelli sociologici di comportamento capaci di neutralizzare le coscienze dei singoli individui e le tradizioni ricevute. I parricidi generazionali che ne conseguono lasciano le nuove generazioni senza memoria, né passato, né radici. Tra questi due fuochi della frammentazione e della colonizzazione che creano una Babele disorientante, le nuove generazioni hanno bisogno di incontrare agenzie educative che le dotino di robusti riferimenti assiologici da una parte e di una forte coscienza retta dall’altra.
3. Specificità e finalità della Scuola Media "Paolo VI".
In tale contesto la Scuola Media "Paolo VI", gestita dai Religiosi pavoniani con la collaborazione di insegnanti laici cristianamente impegnati e il consenso della Chiesa locale, si propone di qualificarsi come agenzia educativa capace di presentare l’antropologia cristiana come piattaforma educativa ideale per portare gli alunni a cogliere "l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità" (Ef. 3,18) del mistero della vita e giungere gradualmente alla statura di Cristo, paradigma dell’uomo nuovo. Tale progetto mira a rendere i ragazzi "cristianamente educati…affine di formarli insieme cari alla Religione, utili alla Società e allo Stato" (L. Pavoni. R.U.II). In altri termini la "Paolo VI" intende porre "un insieme organico di fattori volti a promuovere una graduale evoluzione di tutte le capacità dell’alunno, in modo che possa conseguire un’educazione integrale nella cornice della dimensione religiosa cristiana, con l’ausilio della grazia". (Lettera della Congregazione per l’Educazione Cattolica, 1988).
Tale opera educativa si pone dunque nei termini di una "prevenzione propositiva" dove i valori cristiani, vissuti e condivisi, costituiscono un ricco bagaglio motivazionale e una linea di significazione della vita rispetto al rischio del non-senso e orientano verso una illuminata e retta coscienza morale.
Altrettanto qualificante è poi la cura dell’orientamento esistenziale-scolastico-professionale degli alunni creando, in essi e nei genitori, una "cultura della vita come vocazione". "Con amore e rispetto li accompagniamo nella scoperta e nella realizzazione del progetto di Dio nella loro vita, affinché possano dare il proprio apporto alla comunità civile ed ecclesiale per la trasformazione cristiana del mondo" (M.C.-Epistolario II/2).
4. Il mondo dei preadolescenti
I destinatari della nostra opera sono i preadolescenti (11-14 anni). Tra essi vi sarà un’accoglienza particolare per quelli che versano in situazioni di povertà intellettiva, socio-familiare, affettiva o economica e ciò per non snaturare i destinatari privilegiati dei Fondatori dei due Istituti. Le indagini sociologiche più recenti hanno identificato la preadolescenza secondo alcune coordinate. E’ l’età dell’esplosione del divenire, l’età delle "grandi migrazioni":
- a livello fisico (ormonale, scheletrico, muscolare, sessuale…)
- a livello relazionale (desatellizzazione familiare, risatellizzazione con i "pari", primi approcci amicali eterosessuali non privi di conflitti o angosce)
- a livello relazionale (dal pensiero-concreto a quello logico-astratto, spirito critico)
- a livello del "sé" (ricerca problematica della propria identità)
Età sandwich tra il non essere più bambino e il non essere ancora adulto, la preadolescenza, per la nostra società, è "terra di nessuno"; il preadolescente non ha ancora un ruolo sociale ben definito. E’ un partner inaffidabile; semmai diventa "terra di colonizzazione" e di conquista per la logica del consumo. Eppure il ragazzo vive grandi trasformazioni e abbisogna di aiuti: come l’ostetrica l’ha aiutato a compiere il primo esodo dal grembo alla terra, così l’educatore deve aiutarlo a compiere un secondo esodo: dalla fanciullezza alla adolescenza, decodificando i suoi S.O.S. per lo più impliciti e non sempre adeguatamente coscienti o verbalizzati. Vi sono bisogni di sicurezza, conferma, riconoscimento, identità, esplorazione, conquista, approvazione; e vi sono altri bisogni affettivo-relazionali di vicinanza, fusione e differenziazione, conformismo e autonomia. Sono quindi S.O.S. lanciati per trovare la propria identità: il preadolescente chiede aiuto per socializzare correttamente, per avere un suo ruolo, per incontrare il mondo attraverso la cultura, per capire le sue emozioni e i suoi sentimenti, per instaurare una nuova relazione con gli adulti, per decidere sul proprio futuro.
Consapevoli che il preadolescente vive il cambiamento in una distanziazione e in un disinvestimento affettivo nei confronti delle figure parentali, gli insegnanti-educatori cercheranno di porsi come "nuovi padri e maestri" o come "nuovi grembi materni", conferme e sostegno verso l’età adulta.
5. Stile e clima educativo.
Scelta pedagogica della nostra Scuola è lo stile puerocentrico, mirante a salvaguardare e a promuovere il dono irrepetibile di ciascun individuo all’interno di irrinunciabili e significative interrelazioni di gruppo. Prima preoccupazione degli educatori-insegnanti sarà pertanto quella di studiare il carattere di ognuno per arrivare ad una conoscenza e ad un rapporto interpersonale profondo: conoscere le qualità degli allievi, i loro dinamismi personali e relazionali, per assecondare ciò che è positivo e correggere ciò che è sbagliato. I maestri "studieranno bene il carattere e le forze dei loro allievi per condurli sul loro verso; ché non tutti vogliono essere guidati allo stesso modo; non pretenderanno da tutti egualmente, ma secondo le loro capacità e i doni che hanno ricevuti da Dio". (Pav.-CP, 259).
L’atteggiamento dei docenti dev’essere inoltre improntato alla stima e alla fiducia nei ragazzi, per poterne "educere" le potenzialità ricevute: "Riconoscasi una particolare provvidenza di Dio sopra di essi,… e concependone le più belle speranze si metterà ogni studio di condurli al compimento dei divini disegni" (Pav.-CP, 125). L’autorevolezza culturale non dovrà mai sfociare nell’ironia o nell’umiliazione: "Tratteranno i loro allievi con molta urbanità e dolcezza" (Pav.-CP, 260).
• Lo stile dell’educatore dovrà essere fermo e amabile al contempo: "Si farà santamente amare e salutarmente temere" (Pav.-CP, 251) e considererà gli alunni come la pupilla dell’occhio proprio " (Pav.-CP, 257
• Regnerà nella scuola anche un "clima di famiglia" dove gli alunni stiano bene con se stessi, con compagni, educatori ed insegnanti, superando affanni ed angosce che possono talora frustrare i processi di crescita.
• La coerenza tra dire-fare-essere con la sua carica di esemplarità sarà ricercata da tutti e la tonalità cristiana, espressa implicitamente o esplicitamente, aleggerà negli interventi educativi.
• Sono da favorire la solidarietà e l’emulazione più che la competizione che preluda a future scalate e differenziazioni sociali. Così come è da seminare il senso profondamente etico della scuola, che è il servizio futuro del prossimo (don Milani).
6. Sinergie educative.
Scriveva il pedagogista Paulo Freire che "nessuno educa se stesso, nessuno educa nessuno. Ci si educa insieme nella comunione e nell’amore". Tutte le componenti educative della Scuola lavoreranno in sinergia per non disconfermare reciprocamente gli intenti formativi e lo stile sopra ricordato.
La Direzione ha il compito di guida nel programmare e diversificare l’attività didattica e apostolica, verificare e sollecitare la crescita dei soggetti, fungere da ‘collettore’ delle informazioni, svolgere un compito di accompagnamento spirituale e di "regia" degli interventi ad intra e ad extra, mantenere contatti con la realtà territoriale.
Gli insegnanti, deontologicamente preparati alle discipline specifiche e condividendo la concezione cristiana della vita, si impegnano a lavorare collegialmente e con elasticità interdisciplinare, sentendosi responsabili dello sviluppo integrale ed armonico degli alunni. In tal senso, oltre agli stretti rapporti didattici, essi potranno opportunamente svolgere di volta in volta un compito di esortazione, sostegno, incoraggiamento o richiamo personalizzati. Tale accortezza educativa può indurre gli alunni ad un rinnovato senso di fiducia e di responsabilizzazione e può aiutarli a vincere il fattore ansia nei confronti della istituzione scolastica. I docenti intesseranno anche rapporti costruttivi con i genitori degli alunni, mantenendo sempre gli opportuni contatti con la Direzione.
Gli educatori del pomeriggio si pongono come modelli di riferimento significativo vivendo fianco a fianco con i preadolescenti: animano la preghiera, il gioco e lo studio, collaborando a far crescere l’amicizia nel gruppo classe, favorendo la progressiva assunzione di responsabilità negli impegni scolastici e creando un rapporto di accoglienza positiva con tutti i soggetti. Si confronteranno periodicamente con la Direzione per rilievi e verifiche.
I genitori, come primi responsabili dell’educazione dei figli, non delegheranno alla Scuola il compito formativo, ma condivideranno il progetto educativo dell’Istituto confrontandosi, dialogando, intervenendo direttamente e partecipando agli organi collegiali. La scelta della scuola cattolica li stimolerà altresì ad un permanente rinnovamento nella loro maturità di fede, di prassi e di metodi pedagogici.
Gli alunni e le alunne saranno accolti come dono di Dio, da far crescere nell’amore, nella ragionevolezza, nella cultura e nella fede. Essi sono protagonisti e destinatari dell’opera educativa. Sono invitati a collaborare in modo consapevole e attivo con lo studio, l’impegno serio e la ricerca, la fiducia negli adulti, l’accoglienza ed il rispetto dei compagni, la docilità ai suggerimenti, la lealtà, la disponibilità a maturare nella fede e l’apertura vocazionale.
La Comunità religiosa pavoniana è la custode del carisma educativo della Scuola, principale garanzia di unità e di stimolo nella animazione dell’intera vita scolastica, segno e strumento di comunione e di servizio apostolico.
Anche gli ex alunni saranno oggetto delle nostre cure: non mancherà loro il sostegno del nostro consiglio, del nostro orientamento e l’aiuto in ogni circostanza.
7. Obiettivi educativo-didattici per le classi prime.
Gli educatori-insegnanti, consapevoli che l’iter formativo non procede per salti, ma per piccoli traguardi continuamente ripresi e rinforzati, si adopereranno, nel corso del triennio, a rendere perfettibili le mète perseguite di anno in anno. Ne conseguirà un quadro finale organico e coerente.
Dopo una serie di ricognizioni diagnostiche che definiscano la situazione di ingresso dell’alunno sia a livello socio-ambientale-affettivo sia a livello cognitivo, il Consiglio di classe si impegna a raggiungere gli obiettivi sottoindicati.
Mèta sintetica: la scoperta della propria identità e dignità.
"Se tu conoscessi il dono di Dio…" (Gv. 4,10)
• Graduale conoscenza di sé quale creatura dotata e limitata: - Conoscenza di sé, delle proprie capacità e dei propri limiti, senza ansie o angosce. — Riconoscimento e sviluppo di tutte le aree dell’io: la corporea, l’intellettiva, l’affettiva, la sociale, la morale e la religiosa.- Valorizzazione di eventuali capacità in attività parascolastiche (pianoforte, chitarra, teatro, fotografia, musica-insieme…).- Rispetto della vita e della salute, acquisendo gradualmente una corretta educazione fisico-sanitaria ed alimentare.- Conoscenza, apprezzamento e rispetto della sessualità.
• Inserimento positivo e costruttivo nel gruppo e nel nuovo ambiente: - Rispetto degli altri come fratelli, nella loro persona e nelle loro proprietà. — ascolto di insegnanti e di compagni senza distrazioni o disturbo durante la comunicazione e capacità di intervenire nella discussione con ordine e in modo opportuno. — Rispetto dell’ambiente scolastico e delle strutture ivi connesse. — Buon esempio e correzione fraterna. — Aiuto del prossimo in difficoltà e nel bisogno. — Capacità di serena relazione con l’altro sesso.
• Organizzazione del proprio lavoro nell’impegno e nella perseveranza: - Capacità di attenzione. — Acquisizione di un ordine grafico e logistico. — Corretta compilazione ed utilizzo del diario e del libretto con tutti gli altri strumenti di lavoro. — Capacità di organizzare il tempo a disposizione per assolvere a tutte le incombenze. — Esecuzione puntuale del lavoro di classe e a casa. — Avvio al conseguimento di un efficace metodo di studio. — Capacità di analisi. — Avvio alla capacità di stabilire relazioni tra i fatti, collocandoli nello spazio e nel tempo. — Graduale abitudine al riassunto. — Sforzo di memorizzazione. — Capacità di comunicazione verbale e scritta. — Primi passi verso un uso consapevole dei linguaggi specifici. — Abilità manipolative. — Iniziali capacità progettuali: - Cammino graduale verso l’autonomia.
• Conoscenza e appropriazione della fede: - Continuo riferimento a Cristo per crescere, come Lui, in età, sapienza e grazia. — Abitudine alla preghiera e alla lettura della Scrittura. — Avvio alla formazione della coscienza morale e all’abitudine a coniugare il creduto con il vissuto. — Capacità di intendere la vita come dono e chiamata di Dio.
8. Obiettivi educativo-didattici per le classi seconde.
Lo specifico per la 2^ media ha la seguente
Mèta sintetica: una vita nella comunione e nella solidarietà
"La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede
aveva un cuore solo e un’anima sola
e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva,
ma ogni cosa era fra loro comune" (At 2,32)
• Capacità di amicizia e di collaborazione: - Sviluppo della capacità di rapportarsi in modo costruttivo e maturo con gli altri. — Capacità di rispetto del debole e del diverso. — Capacità di esprimere idee e valutazioni personali e di rispettare quelle altrui. — Sviluppo della capacità di comunicare in modo corretto e produttivo nel gruppo. — Collaborazione nella ricerca. — Acquisizione di una coscienza sociale nel rispetto delle cose e dell’ambiente. — Superamento degli esclusivismi amicali. — Capacità di gestione dei dinamismi affettivi.
• Capacità abituale di assumere la fatica e il sacrificio: - Passaggio dalla volubilità alla metodica. — Capacità di sopportazione del carico applicativo. — Sviluppo delle capacità creative ed organizzative.
• Discernimento e capacità critica nei confronti dei condizionamenti di massa: - Avvio al senso critico, del pensiero convergente e divergente. — Capacità di discernere il bene e il male. — Decodificazione critica dei vari linguaggi, compresi quelli audiovisivi. — Comprensione multidisciplinare della realtà.
• Apertura e solidarietà nei confronti dei problemi degli altri, anche in termini nazionali ed internazionali: - De-provincializzazione culturale. — Abitudine alla solidarietà, vicina e lontana. — Tolleranza etnica, sociale e culturale. — Capacità di vivere nella sobrietà per rispettare ed aiutare gli ultimi della Terra. — Abitudine alla pace e alla non-violenza. — Conoscenza e rispetto dei diritti umani.
• Vita di fede e di comunione con la comunità ecclesiale: - Riconoscimento attento dei valori religiosi, etici e sociali. — Capacità di leggere con gli occhi della fede avvenimenti e fatti della vita personale e collettiva. — Capacità di inserimento positivo e partecipe in parrocchia. — Preparazione alla "professione di fede".
9. Obiettivi educativo-didattici per le classi terze.
Gli alunni si apprestano a concludere il triennio con precise scadenze di verifica finale e di opzioni scolastiche future che richiedono loro maturità e responsabilità.
Mèta sintetica: responsabilità e risposta vocazionale
"Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta" (I Sam. 3,9)
• Capacità di assumere responsabilmente i propri doveri: - Acquisizione di un metodo personale ed autonomo di studio e perfezionamento della tecnica degli appunti. — Conseguimento di motivazioni "intrinseche" nel proprio lavoro. — Conoscenza e rispetto dei diritti/doveri di cittadino. — Rispetto della vita nell’ambito civico, ambientale, stradale ed etico-sanitario. — Cura e rispetto del patrimonio artistico e culturale.
• Discernimento e senso critico: - Riconoscimento del valori etico-sociali alla luce della fede. — Superamento dei conformismi comportamentali, soprattutto se negativi. — Capacità di operare collegamenti interdisciplinari. — Capacità di analisi e sintesi. — Comunicazione formalmente corretta, coerente e criticamente rielaborata.
• Inquadramento valoriale ed etico della sessualità: - Assunzione di una cornice biblico-teologica della sfera sessuale. — Capacità di distanziazione della cultura erotica circostante. — Confronto e dialogo sui dinamismi psico-affettivi.
• Apertura e disponibilità vocazionale: - Abitudine a leggere la propria vita con gli occhi della fede. — Sviluppo nella conoscenza delle proprie attitudini caratteriali, intellettive e relazionali. — Capacità di finalizzare il sacrificio in chiave di autorealizzazione, subordinata a sua volta ad un servizio altruistico.
• Capacità di empatia con gli ultimi e apertura alla mondialità: - Sensibilità di fronte ai bisogni del mondo. — Esperienze concrete di solidarietà. — Superamento dell’indifferenza e assunzione del criterio dell’"I care".
10. La pari opportunità.
La Scuola Media "Paolo VI", concepita originariamente come frequentata da soli alunni maschi, è stata gradualmente sollecitata dalle istanze pedagogiche della coeducazione a ripensare alla soluzione iniziale sì da essere convinta a prestare, da alcuni anni a questa parte, il proprio servizio educativo a classi miste. Alunni ed alunne condividono l’esperienza formativa nello scambio complementare delle sensibilità e delle peculiarità.
Benché in qualche ambito si cerchi di salvaguardare una certa specificità attitudinale, la scuola per lo più mette in atto una serie di pariopportunità che favoriscano l’incontro sereno tra alunni/e e un armonico sviluppo delle loro potenzialità. Così le ore di lezione, le gite culturali, il teatro attivo, la musica d’insieme, l’informatica, il canto, il giornalino di classe, la mensa, il gioco, le attività sportive e la preghiera…diventano veri e propri strumenti coeducativi e promozionali.
11. La metodica.
Per conseguire gli obiettivi prefissati, i Consigli di Classe adotteranno una metodologia tesa a stimolare la partecipazione consapevole degli alunni ai processi di apprendimento. Le attività realizzate saranno produttive se promuoveranno le capacità di esprimere giudizi personali su quanto vissuto o appreso e se consentiranno agli alunni di prendere coscienza di se stessi e della realtà esterna. Poiché il centro del processo educativo è il discente, non si potrà prescindere dai livelli differenti di partenza, adottando strategie finalizzate all’approfondimento e al recupero. Inizialmente si userà ancora il metodo induttivo, dando però graduale impulso a quello deduttivo per sollecitare l’alunno ad aprirsi verso il ragionamento formale ed astratto. La pratica del lavoro di gruppo, la ricerca ed il collegamento interdisciplinare nei vari ambiti didattici costituiranno valide strategie per problematizzare ed acquisire attivamente il sapere.
In particolare le linee di intervento educativo-didattico sono le seguenti.:
1 Costante attenzione dell’insegnante.
2 Interventi individualizzati e particolareggiati con:
• esercizi e compiti graduati nelle difficoltà;
• spiegazioni supplementari nell’esecuzione e nella correzione;
• aiuto e sostegno agli alunni pigri e/o con carenze di base affettive e cognitive, da parte dei compagni più pronti;
• gratificazione di ogni piccola conquista, rivolta anche ai compagni che collaborano, perché si sentano più coinvolti nel processo educativo.
1 Lavoro intenso in classe, per mostrare agli alunni, dal vivo, modalità ed esempi da seguire.
2 Utilizzo del materiale didattico vario e relativo alle diverse discipline (modelli, materiali, grafici, illustrazioni, cartine, annunci pubblicitari, videotape…).
3 Guida nei discorsi con sinonimi e correzioni, evitando le ripetizioni e rispettando l’ordine nella successione dei fatti.
4 Stimolo al diretto intervento nelle lezioni (problem pouning, problem solving…)
5 Modeste ricerche da svolgere in gruppo o individualmente.
6 Responsabilizzazione degli alunni con piccole incombenze di tipo pratico.
7 Correzioni puntuali, individuali, collettive, alla lavagna, a voce e per iscritto, favorendo l’autocorrezione.
8 Verifiche sistematiche orali e scritte.
9 Lezioni periodiche da dedicare al sostegno, al recupero, al ripasso.
12. La valutazione.
Nella progettazione didattica è essenziale tenere sotto controllo l’evoluzione dei processi di apprendimento dell’alunno per adeguare tempestivamente e opportunamente gli interventi: ciò viene realizzato mediante le verifiche e la valutazione. Quest’ultima è intrinsicamente connessa con la struttura e con l’organizzazione della programmazione curriculare della quale costituisce un aspetto centrale e in cui ha uno scopo ben preciso: quello di favorire un vero e proprio progresso nel processo di apprendimento.
Per attuare una procedura didattica che miri al raggiungimento di livelli di conoscenza e all’acquisizione di abilità operative specifiche, è opportuno approntare unità didattiche circoscritte, ma esattamente descrivibili e controllabili nei risultati, che saranno valutati per ogni allievo verificando il suo grado di apprendimento rispetto all’obiettivo prefissato. Nella nuova realtà scolastica, per effettuare una corretta valutazione, non è più sufficiente rilevare dati sul rendimento terminale di un ciclo, ma è necessario disporre di informazioni raccolte in modo sistematico durante lo svolgimento delle sezioni didattiche.
Inizialmente una valutazione di ingresso servirà per accertare in quale misura l’alunno possegga i prerequisiti necessari per l’apprendimento; in seguito una valutazione formativa favorirà sia all’insegnante sia all’allievo informazioni sull’andamento del processo di apprendimento. Alla luce delle valutazioni precedenti una valutazione sommativa verificherà la validità del processo didattico. La differenza tra la valutazione formativa e quella sommativa non è quindi soltanto cronologica, ma soprattutto funzionale ed educativa.
La valutazione sommativa rileva, inoltre, l’avvenuta acquisizione degli obiettivi della programmazione anche rispetto al gruppo classe: essa pertanto assume anche un "ruolo predittivo", in quanto permette di stabilire se è opportuno soffermarsi ancora sulla stessa sequenza o su singole unità didattiche, oppure se si può passare alla sequenza successiva; se è inoltre preferibile continuare con un ritmo unico di programmazione o se è meglio passare a forme di programmazione differenziata, apportando correzioni relative a obiettivi, contenuti e tempi.
13. L’orientamento
"Tutta la vita di un uomo dipende da due o tre "sì" e da due o tre "no" pronunciati nella giovinezza. E’ in questo periodo che si forma il proprio progetto…e quanta fatica rifare i giorni sacri della gioventù"! (Paul Claudel).
La nostra scuola dedica particolare attenzione all’orientamento essendo gli operatori convinti che ogni vita è dono e chiamata di Dio. Per aiutare alunni ed alunne a compiere le prime scelte scolastiche e di vita, insegnanti, psicologo ed educatori stilano, durante il terzo anno, un giudizio di orientamento scolastico. Inoltre, attraverso incontri spirituali e colloqui individuali, i ragazzi sono invitati a considerare la propria storia personale all’interno di un progetto che la grande regia di Dio ha pensato per ciascuno. Tutte le proposte di vita vengono prospettate nella loro valenza positiva; tra esse anche la vocazione alla vita religiosa. Le famiglie, a tale proposito, sono invitate ad una maggiore apertura e disponibilità a vedere il futuro dei figli con gli occhi della fede.
14. Criteri Generali delle Materie di Insegnamento
Religione
1 Conoscenza dei contenuti essenziali della religione.
2 Capacità di riconoscere e apprezzare i valori religiosi.
3 Capacità di riferimento corretto alle fonti bibliche e ai documenti.
4 Comprensione dei linguaggi specifici.
Italiano
1 Comprensione della lingua orale.
2 Comprensione della lingua scritta.
3 Produzione della lingua orale.
4 Produzione della lingua scritta.
5 Conoscenza delle funzioni e della struttura della lingua, anche nei suoi
aspetti storico — evolutivi.
6 Conoscenza ed organizzazione dei contenuti.
Storia ed Educazione Civica
1 Conoscenza degli eventi storici.
2 Capacità di stabilire relazioni tra fatti storici.
3 Comprensione dei fondamenti e delle istituzioni della vita sociale, civile
e politica.
4 Comprensione ed uso dei linguaggi e degli strumenti specifici.
Geografia
1 Conoscenza dell’ambiente fisico ed umano, anche attraverso l’osservazione.
2 Uso degli strumenti propri della disciplina.
3 Comprensione delle relazioni tra situazioni ambientali, culturali, sociopolitiche
ed economiche.
4 Comprensione ed uso del linguaggio specifico.
Lingua straniera
1 Comprensione della lingua orale.
2 Comprensione della lingua scritta.
3 Produzione della lingua orale.
4 Produzione della lingua scritta.
5 Conoscenza ed uso delle strutture e delle funzioni linguistiche.
6 Conoscenza della cultura e della civiltà.
Matematica
1 Conoscenza degli elementi propri della disciplina.
2 Osservazioni di fatti ed applicazione di relazioni, proprietà e procedimenti.
3 Identificazione e comprensione di problemi, formulazione d’ipotesi e di
soluzioni e loro verifica.
4 Comprensione ed uso dei linguaggi specifici.
Scienze
1 Conoscenza degli elementi propri della disciplina.
2 Osservazioni di fatti e fenomeni anche con l’uso degli strumenti.
3 Formulazione di ipotesi e loro verifica anche sperimentale.
4 Comprensione ed uso dei linguaggi specifici.
Educazione Artistica
1 Capacità di vedere-osservare e comprensione ed uso dei linguaggi visivi specifici.
2 Conoscenza ed uso delle tecniche espressive.
3 Produzione e rielaborazione dei messaggi visivi.
4 Lettura dei documenti del patrimonio culturale e artistico.
Educazione Tecnica
1 Osservazione ed analisi della realtà tecnologica considerata in relazione
con l’uomo e l’ambiente.
2 Progettazione, realizzazione e verifica di esperienze operative.
3 Conoscenze tecniche e tecnologiche.
4 Comprensione ed uso dei linguaggi specifici.
Educazione Musicale
1 Comprensione ed uso dei linguaggi specifici.
2 Espressione vocale ed uso dei mezzi strumentali.
3 Capacità di ascolto e comprensione dei fenomeni sonori e dei messaggi
musicali.
4 Rielaborazione personale di materiali sonori.
Educazione fisica
1 Consolidamento e coordinamento degli schemi motori di base.
2 Potenziamento fisiologico.
3 Conoscenza degli obiettivi e delle caratteristiche proprie delle attività
motorie.
4 Conoscenza delle regole nella pratica ludica e sportiva.
Per ogni materia verrà espresso sulla scheda ministeriale un giudizio sintetico con la formulazione: ottimo, distinto, buono, sufficiente, non sufficiente, che rappresenterà la sintesi delle valutazioni espresse per le singole prove e delle osservazioni sul processo di maturazione.
Il Collegio dei Docenti ha assunto le seguenti decisioni:
- la suddivisione dell’anno scolastico è in quadrimestri;
- nel rispetto della Circolare Ministeriale, al fine di consentire una adeguata informazione sull’intero percorso didattico, verrà inviato, a metà circa di ogni quadrimestre, un pagellino che illustrerà sinteticamente la situazione scolastica degli alunni. Ulteriori eventuali comunicazioni sull’andamento scolastico potranno essere inviate ove il Consiglio di Classe o la Direzione ne ravvisino la necessità;
- la valutazione delle prove orali e scritte sarà espressa in centesimi.